La storia del sito
Questa necropoli risale a circa seimila anni fa. All’epoca neolitica, che segna l’inizio della produzione di cibo, da parte degli uomini, attraverso l’adozione dell’agricoltura e, soprattutto della pastorizia. Questa trasformazione si accompagna in genere a una maggiore cura per le sepolture, con la costruzione di tombe più elaborate di quanto non accadesse in precedenza.
In questo caso, si tratta di sepolture composte da circoli di pietra che racchiudevano casse litiche a pianta quadrata in funzione di camere sepolcrali, ricoperte originariamente da tumuli di terra e pietre. Alcuni menhir erano posti tra le tombe, forse con funzione di segnacolo. Una di queste tombe fu riutilizzata nel corso dell’età del bronzo, cioè circa duemila anni più tardi, e rifatta a "galleria".
Il sito fu scoperto da un insegnante, e poi scavato nel corso degli anni trenta del novecento. Sono stati trovati coltelli di selce, grani di collana e ciotole in pietra, probabilmente resti dei corredi funerari; ma soprattutto tracce di ocra rossa, una polvere che ricorre in molte sepolture dell’antichità e che si considera un simbolo di rigenerazione.