Premio Costa Smeralda 2026

Premio Costa Smeralda 2026

Il 18/04/2026 Dalle ore 17:30 alle ore 20:30

 

Il Premio Costa Smeralda 2026, giunto alla sua settima edizione, annuncia ufficialmente le terne finaliste per le categorie Narrativa e Saggistica e i vincitori dei Premi Internazionale e Speciale. I vincitori assoluti delle due categorie saranno proclamati sabato 18 aprile al Conference Center di Porto Cervo, nel corso della cerimonia pubblica di premiazione. L’iniziativa, promossa dal Consorzio Costa Smeralda e sponsorizzata da Smeralda Holding, si conferma tra gli appuntamenti più significativi del panorama culturale italiano, capace di valorizzare l’eccellenza culturale e il dialogo tra diversi linguaggi espressivi, trasformando Porto Cervo nel palcoscenico dove le grandi voci della contemporaneità si incontrano per interpretare il presente.

Il Premio Costa Smeralda 2026 si distingue ancora una volta per l’alta qualità delle opere e degli autori selezionati nelle terne finaliste per le categorie Narrativa e Saggistica, scelte come di consueto da una giuria d'eccellenza guidata da Stefano Salis e composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio.

Questi i finalisti per l’edizione 2026 del Premio Costa Smeralda: 

Per la Narrativa: Niccolò Ammaniti con Il custode (Einaudi), romanzo d’amore "nero", intriso di paura, solitudine e mistero, che scava nelle profondità dei desideri di Nilo Vasciaveo, un ragazzo costretto a confrontarsi con un antico segreto di famiglia; Paola Barbato con il noir Cuore capovolto (Neri Pozza), che trascina il lettore negli abissi della mente di un esperto informatico della Polizia giudiziaria. In un labirinto di ossessioni, il protagonista si ritrova a lottare contro i propri demoni, sospeso tra il dovere della caccia e il terrore di rispecchiarsi nel male che combatte; Dario Ferrari con L’idiota di famiglia (Sellerio), un’opera polifonica e satirica in cui la vicenda di Igor — traduttore americanista in perenne conflitto con il padre vetero-comunista — si eleva a metafora di un secolo, intrecciando i destini personali alla storia del '900, dal crollo del Muro di Berlino all'ascesa di Berlusconi.

Per la Saggistica: Edoardo Camurri con La vita che brucia, una inesausta ricerca di senso scatenata da una delle più grandi e antiche contraddizioni dell'umano: la sofferenza. In questo saggio vibrante e fuori dagli schemi, Camurri trasforma il dolore dell'anima in un’occasione di risveglio, invitandoci a non fuggire dall'ansia ma ad abitarla con lo stupore di un poeta. Un viaggio filosofico che insegna a consumare l'ego per riscoprire, finalmente, la bellezza pura e luminosa della vita che brucia; Adriana Cavarero con Il canto delle sirene (Castelvecchi), saggio che scardina il mito trasformando le leggendarie seduttrici in icone di libertà: donne che riconquistando la propria voce cantano, finalmente, solo per se stesse, libere dallo sguardo maschile; Andrea Moro con Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri (La Nave di Teseo), una rilettura del De rerum natura che guida il lettore in un viaggio affascinante tra filosofia, neuroscienze e linguistica per svelare l'enigma del linguaggio umano. Dalle intuizioni di Lucrezio alle sfide dell'intelligenza artificiale, il saggio esplora come nascono i pensieri e se la ragione sia davvero lo strumento definitivo per vincere le nostre paure. 

In linea con la tradizione del Premio Costa Smeralda, oltre ai libri scelti dalla giuria, anche quest’anno sono previsti due ulteriori riconoscimenti: il Premio Internazionale è assegnato allo scrittore spagnolo Javier Cercas, saggista tra i più autorevoli della scena contemporanea, noto per aver ridefinito il genere del "romanzo senza finzione", in cui fonde indagine storica, saggistica e narrazione autobiografica. Vincitore di numerosi premi internazionali, Cercas è stato recentemente insignito del prestigioso Prix Jacques Delors du Livre Européen 2025 per il suo ultimo libro, Il folle di Dio alla fine del mondo (Guanda). Tra i suoi titoli più celebri figurano inoltre: Soldati di Salamina (Guanda, 2001), il suo più grande successo internazionale, incentrato su un episodio della guerra civile spagnola; Anatomia di un istante (Guanda, 2009), un'analisi dettagliata del fallito colpo di stato in Spagna del 23 febbraio 1981; L'impostore (Guanda, 2014), un’indagine sulla vita di Enric Marco, l'uomo che finse di essere stato un sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti; Il sovrano delle ombre (Guanda, 2017), un ritorno alla guerra civile per indagare la figura del prozio Manuel Mena, caduto combattendo nelle file falangiste; e infine la trilogia di Terra Alta, composta da Terra Alta (Guanda, vincitore del Premio Planeta 2019), Indipendenza (Guanda) e Il castello di Barbablù (Guanda), che segna il suo esordio nel genere poliziesco con protagonista il poliziotto Melchor Marín. 

Il Premio Speciale viene infine conferito a Giuseppe Lai, già Comandante dell'Amerigo Vespucci, storico veliero della Marina e simbolo della tradizione navale italiana, e Ufficiale superiore della Marina Militare Italiana con il grado di Capitano di Vascello. Originario di Ozieri, in provincia di Sassari. È noto per essere stato il 125° comandante della nave scuola Amerigo Vespucci, che ha guidato durante lo storico tour mondiale iniziato nel 2023 e conclusosi nel 2025. 

L’appuntamento con la cerimonia pubblica di premiazione è sabato 18 aprile alle ore 17.30 al Conference Center di Porto Cervo.
L’accesso all’evento è libero.